Il marketing in realtà aumentata (AR) sta vivendo una notevole evoluzione nel 2025, soprattutto su piattaforme dinamiche come TikTok e Instagram. I brand non usano più solo i filtri per divertire: stanno creando esperienze immersive che uniscono il mondo fisico e digitale. Queste integrazioni AR aiutano i marketer a migliorare il coinvolgimento, aumentare le conversioni e sviluppare narrazioni emotivamente risonanti, particolarmente apprezzate dalla Generazione Z e dai Millennial.
La gamma di strumenti AR nel 2025 è più ampia e sofisticata che mai. Meta Spark Studio, precedentemente noto come Spark AR, rimane il principale tool per creare effetti AR su Instagram. Ora supporta analisi in tempo reale, importazione di oggetti 3D e riconoscimento facciale avanzato. Anche TikTok Effect House ha guadagnato popolarità grazie alla sua interfaccia intuitiva e al supporto per il riconoscimento dei gesti e dei comandi vocali. Inoltre, piattaforme di terze parti come Lenslist e 8thWall offrono strumenti AR multipiattaforma, integrandosi sia con TikTok che Instagram.
Gli asset 3D generati dall’IA sono ormai largamente utilizzati, permettendo ai brand di prototipare e lanciare esperienze AR in tempi rapidissimi e a costi contenuti. Ad esempio, i marchi possono ora offrire provini virtuali per moda, occhiali e make-up in poche ore.
Un’altra tendenza significativa è l’integrazione dell’AR nei funnel e-commerce. TikTok e Instagram ora permettono collegamenti diretti tra i filtri AR e i post acquistabili, riducendo il gap tra coinvolgimento e conversione. I brand usano questa funzione per creare momenti di acquisto istantaneo, soprattutto durante campagne flash o collaborazioni con influencer.
Grandi marchi e rivenditori sono all’avanguardia nell’innovazione AR. Nike, ad esempio, ha sviluppato sfide AR su TikTok che permettono agli utenti di “provare” virtualmente le scarpe e vincere premi attraverso l’interazione gamificata. L’uso di avatar 3D e motion capture ha elevato il livello del marketing sportivo.
Anche le piccole imprese stanno entrando nel mondo AR grazie a strumenti semplificati. Un esempio è “Plant Me”, un servizio di consegna floreale sostenibile che ha utilizzato un filtro Instagram per visualizzare i bouquet negli ambienti domestici degli utenti, ottenendo un aumento del 35% nelle conversioni.
Gli influencer diventano ora piccoli sviluppatori AR. Grazie a piattaforme drag-and-drop, possono creare effetti personalizzati e collaborare con i brand per campagne più autentiche e native. Questo modello ibrido diventerà la norma entro la fine del 2025.
Una delle campagne AR più discusse nel 2025 è stata quella di L’Oréal. Grazie al mapping facciale avanzato di Instagram, gli utenti hanno potuto provare in tempo reale diverse tonalità di trucco. Questo ha portato a un aumento del 70% delle visite alle pagine prodotto e a un +22% nelle vendite in due settimane.
Un’altra campagna di successo è “Room in Reels” di IKEA. Utilizzando l’AR di TikTok, gli utenti potevano riprogettare virtualmente i propri spazi con mobili in 3D, grazie anche al riconoscimento spaziale della luce e delle ombre. L’iniziativa ha migliorato il coinvolgimento e posizionato IKEA come innovatore tech nel settore arredo casa.
In un settore completamente diverso, l’ONG OceanGuard ha lanciato una campagna di sensibilizzazione ambientale su Instagram. Gli utenti vicino alle spiagge potevano attivare un filtro geolocalizzato che mostrava l’inquinamento marino. La campagna ha avuto un impatto virale in Europa.
Le statistiche mostrano che i post con AR superano costantemente i contenuti statici nel 2025. Su Instagram, gli effetti AR generano un’interazione 3,5 volte superiore e un click-through rate quasi raddoppiato. TikTok mostra tendenze simili, con aumenti del 45% nel tempo di visualizzazione.
La profondità dell’engagement è cresciuta. I filtri con elementi gamificati mantengono gli utenti attivi più a lungo, con una media del 60% in più di condivisioni e raddoppio delle menzioni nelle storie rispetto ai filtri passivi.
I brand ora dispongono di dashboard analitiche avanzate che mostrano tempo medio d’interazione, completamento degli effetti, e persino il tracciamento delle espressioni facciali per valutare l’umore dell’utente. Questi dati aiutano a perfezionare le strategie AR future.
Guardando al futuro, il marketing AR diventerà sempre più personalizzato e guidato dai dati. Con l’AI e la visione artificiale, i filtri AR saranno in grado di adattarsi in tempo reale a preferenze, comportamenti e persino emozioni degli utenti. Alcuni test beta includono già esperienze reattive allo stato d’animo.
Le campagne cross-platform saranno la norma nel biennio 2025–2026. I brand eviteranno di creare filtri separati per ogni social. Invece, asset AR centralizzati verranno distribuiti su TikTok, Instagram, Threads e altre piattaforme emergenti, con analisi consolidate in cloud.
Infine, la questione della privacy diventerà centrale. Con l’accesso a dati comportamentali e biometrici, i regolatori imporranno nuove linee guida sulla trasparenza. I marketer dovranno agire con etica e conformità alle nuove normative digitali.
Entro la fine del 2025, il marketing AR sarà una parte integrante delle strategie social di ogni grande marchio. I filtri non saranno più una curiosità, ma strumenti performanti in grado di generare risultati misurabili.
L’uso dell’AR in influencer marketing, lanci di prodotto e social commerce diventerà prassi. TikTok e Instagram continuano a investire in tecnologia AR e strumenti per creator, aprendo la strada a campagne accessibili anche per i piccoli brand.
In sintesi, la realtà aumentata non è più un’opzione, ma una componente chiave dello storytelling digitale e dell’interazione nel 2025. I brand che sapranno adattarsi a questa evoluzione manterranno rilevanza e competitività.